Arrivano in Uzbekistan i contatori smart per il gas dell’azienda italiana Pietro Fiorentini, con SACE e Intesa Sanpaolo

16 Dicembre 2021  -  Soluzioni, Azienda

Software, macchinari e componenti “intelligenti” targati Pietro Fiorentini verranno forniti in Uzbekistan alla società appaltatrice Texnopark, che produrrà i contatori smart per la misurazione del gas naturale destinati alla società uzbeka statale Hudugazta’minot, il cui compito è monitorare i consumi effettivi degli utenti per conto del Governo.

Nel dettaglio, la società uzbeka Texnopark ha firmato con l’azienda esportatrice Pietro Fiorentini un accordo per la fornitura di 4 milioni di Metering Kits – componenti per contatori intelligenti di consumo del gas compresi di licenza, macchinari per l’assemblaggio e trasferimento di know-how – per un valore complessivo di 264 milioni di dollari.

Intesa Sanpaolo e SACE hanno strutturato un finanziamento di 220 milioni di dollari in favore della società uzbeka statale di distribuzione del gas Hudugazta’minot che, mediante gara pubblica, ha affidato la fornitura dei contatori alla stessa Texnopark. Il finanziamento è frutto della partnership congiunta tra SACE, il Gruppo Intesa Sanpaolo e Pietro Fiorentini – in ottica di sviluppo dell’export di tecnologia italiana, in particolare in paesi ad alto tasso di crescita – ed è garantito da parte del Ministero delle Finanze dell’Uzbekistan. Si tratta della prima operazione con questa controparte, realizzata con l’assistenza dello studio legale Watson Farley & Williams.

 

Pietro Fiorentini è tra le maggiori realtà industriali del Nord Est italiano e tra le migliori imprese manifatturiere medio-grandi per dinamicità, crescita di fatturato e redditività. Realizza prodotti e servizi tecnologicamente avanzati per la distribuzione e l’utilizzo del gas naturale. Con oltre 80 anni di esperienza lungo tutta la filiera del gas naturale, il Gruppo oggi ha esteso i propri orizzonti verso lo sviluppo di tecnologie e soluzioni per un mondo digitale e sostenibile, con particolare attenzione ai progetti legati alle energie rinnovabili. Oltre alla sede principale di Arcugnano (Vicenza), il Gruppo Pietro Fiorentini conta una trentina di altre sedi, produttive e commerciali, tra Italia ed estero, e impiega circa 2.000 lavoratori nel mondo, con un network di distribuzione che raggiunge oltre 100 paesi in tutti i continenti.

 

“Questo per Pietro Fiorentini è un progetto molto sfidante che richiede grande impegno per i volumi e i tempi di realizzazione – ha affermato Cristiano Nardi, Presidente Esecutivo del Gruppo Pietro Fiorentini – ma certamente fonte di grande soddisfazione e orgoglio. Il supporto finanziario al progetto da parte di SACE e Intesa Sanpaolo è il completamento straordinario di un successo tutto italiano, senza dimenticare l’apporto della nostra controllata Terranova che ha fornito la piattaforma IT per la gestione di tutto il parco contatori.”

 

“Pietro Fiorentini, nostro cliente dal 2005, è un’eccellenza italiana con forte spinta green grazie allo sviluppo di tecnologie legate alla transizione energetica e a una presenza internazionale di primario standing nel settore. La missione di SACE è di sostenere la competitività del Made in Italy nel mondo – ha dichiarato Mario Bruni, Responsabile Mid Corporate di SACE – e questa prima operazione con garanzia sovrana uzbeka conferma ancora una volta il nostro impegno nel supportare i piani di crescita delle imprese italiane. Sono certo che aprirà le porte a future collaborazioni con un Paese che è stato una delle poche economie al mondo a espandersi nel 2020 e che ha avviato un ambizioso piano di riforme migliorando il proprio business climate”.

 

“Pietro Fiorentini rappresenta uno straordinario esempio di eccellenza industriale che ha saputo innovare e ha colto le opportunità legate alla transizione energetica e alla crescita internazionale – ha dichiarato Michele Sorrentino, Responsabile Network Italia della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. L’operazione conferma la dinamicità delle aziende manifatturiere italiane e la loro forte vocazione all’export. Il nostro Gruppo è da sempre impegnato nel supportare le imprese nei loro piani di sviluppo sia in ambito nazionale, sia sui mercati esteri, favorendone la crescita e incentivando la nascita di campioni nazionali”.

 

Focus on: Uzbekistan
Nonostante il difficile momento della pandemia, JSC Hudugazta’minot ha seguito le tendenze globali e ha avviato un processo per introdurre attivamente strumenti di misurazione di classe superiore, per prevenire la perdita di gas naturale e per cambiare anche la mentalità delle persone con il fine di salvare le risorse naturali. Su iniziativa del presidente uzbeco, il progetto avrà risultati tangibili nel quadro della transizione dell’Uzbekistan verso l’economia verde e si pone l’ambizioso obiettivo di migliorare l’efficienza energetica, di ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera, di aumentare il flusso di investimenti e tecnologie “verdi”. In questo contesto, la diffusa installazione di contatori smart nell’ultimo anno ha ridotto la perdita di combustibile “blu”, oltre a ridurre la quantità di emissioni nocive in atmosfera, in particolare, riducendo la combustione del gas di 7,3 milioni di metri cubi dalla sola regione di Tashkent. Ora il progetto è in una fase cruciale, nella seconda fase della collaborazione tra la società italiana Pietro Fiorentini S.P.A e Hududgastaminot JSC, che riguarda la digitalizzazione dell’infrastruttura della rete del gas. Tra gli scopi e gli obiettivi primari vi sono il miglioramento della qualità del servizio al cliente e la garanzia della continuità delle forniture di gas indipendentemente dalle condizioni climatiche.

 

Nel 2020 l’economia del Paese è stata tra le poche al mondo a espandersi – con un tasso dell’1,7% – per un Pil di quasi 60 miliardi di dollari. Nello stesso anno l’interscambio tra Italia e Uzbekistan è stato di circa 322 mln di euro. L’export di beni italiani verso il Paese è principalmente composto da meccanica strumentale, settore che ha un peso del 49,7% sul totale (153 milioni di euro). Nei primi sette mesi del 2021 (ultimo dato disponibile), si osserva una forte crescita del nostro export verso il Paese segnando un +19,4%, con il traino di apparecchi elettrici e metalli.

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