Dal metano ai green gas: c’è sempre più idrogeno nel business di Pietro Fiorentini

28 Maggio 2021  -  Azienda

Pietro Fiorentini è uno dei nomi storici dell’industria Oil & Gas italiana, ma è anche una delle aziende del settore – spesso, ma non sempre a ragione (come in questo caso), giudicato ‘tradizionalista’ – che si è mossa più rapidamente per riorganizzare il proprio business e prepararsi alla transizione energetica.

 

Nata oltre 80 anni fa e basata ad Arcugnano (Vicenza), Pietro Fiorentini oggi opera a livello internazionale – con 2.400 dipendenti e 30 sedi – nella progettazione e realizzazione di componenti, sistemi, servizi per la regolazione, la misura, odorizzazione e distribuzione e l’utilizzo del gas, anzi ‘dei’ gas, compreso l’idrogeno.

 

La strategia dell’Azienda è fortemente orientata verso la transizione energetica: guardiamo alle tecnologie power-to-gas e ai gas rinnovabili quali biometano e idrogeno, quest’ultimo un tema in cui siamo già attivi con soluzioni concrete grazie alla partecipazione a due importanti progetti promossi in Gran Bretagna” spiega ad HydroNews Giorgio Barbareschi, Marketing & Communication Manager del Gruppo.

 

Ma è Max Ambrosi, Global Marketing Portfolio Leader Downstream & Retail di Pietro Fiorenti, a ricostruire le più recenti tappe evolutive del business societario: “L’Azienda è sempre stata concentrata sul gas naturale, che è il più sostenibile tra i combustibili fossili, soprattutto se gestito e trasportato correttamente. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato un crescente interesse generale verso nuovi combustibili puliti, sostenuto anche dall’evoluzione del quadro normativo e politico. Per questo siamo partiti con progetti finalizzati ad esplorare le nuove molecole ‘green’, come il biometano e l’idrogeno”. Riguardo all’H2 Ambrosi aggiunge che “negli ultimi 18 mesi si è verificata un’accelerazione fortissima, che non si era mai vista prima”.

 

Un trend che ovviamente Pietro Fiorentini non intende ignorare, anzi: “La nostra mission si potrebbe riassumere con la frase paving the way to renewables, ovvero costruire la strada verso le energie rinnovabili” assicura infatti Matteo Cazzola, Hydrogen Project Coordinator di Pietro Fiorentini. “La nostra attività in questo ambito si articola in due direzioni: la prima è relativa alle green gas value chains, la seconda riguarda i green gas networks”.

 

A entrare nel merito è Stefano Lillia, Global Portfolio Manager for Green Gas Technologies di ‎Pietro Fiorentini: “Per quanto riguarda la value chain dei green gas, noi pensiamo che metano, biometano e idrogeno non siano concorrenti, ma anzi vadano gestiti in modo sinergico. Esempio lampante di questa sinergia è il power-to-methane, che vede appunto lo sfruttamento di energia elettrica rinnovabile in eccesso per la produzione di idrogeno verde, utilizzato a sua volta per produrre metano rinnovabile facilmente trasportabile agli utenti finali tramite le infrastrutture esistenti. In questa applicazione, metano e idrogeno possano dunque trovare grande sinergia, con il primo che funge da abilitatore allo sviluppo del secondo.  Inoltre, riteniamo che anche le tecnologie per la cattura, lo stoccaggio e il riutilizzo della CO2, ancora in fase embrionale, avranno uno sviluppo rilevante nel prossimo futuro”. L’approccio generale prevede di guardare al mercato con molta attenzione, per individuarne le linee evolutive: “Cerchiamo di scovare delle nicchie che secondo noi sono promettenti, e di studiarle per farci trovare pronti quando si svilupperanno”.

 

Per quanto riguarda invece i green gas networks, l’azienda si concentra su tre filoni. Il primo riguarda i sistemi per sfruttare gas diversi dal metano, “in cui rientrano per esempio le stazioni di riduzione della pressione dell’idrogeno che abbiamo fornito al progetto inglese H21 di Northern Gas Network, e le stazioni di iniezione dell’idrogeno che stiamo iniziando a proporre sul mercato”.

 

Il secondo è invece relativo alla grid readiness: “Cerchiamo di capire quanto idrogeno attualmente può gestire la rete. In questo segmento siamo attivi su tutta la filiera: vogliamo supportare gli operatori delle infrastrutture ad abilitare l’uso dell’idrogeno in modo efficiente e in sicurezza. Analizziamo gomme, metalli, strumenti di misura, tenute. Abbiamo già svolto test in collaborazione con il Politecnico di Milano e poi sul campo in vari progetti europei e italiani. Per esempio, i nostri regolatori erano presenti nei due test di mix effettuati in Italia da Snam, e abbiamo testato il nostro misuratore di flusso ultrasonico in Olanda con miscele metano-idrogeno dal 5% al 30%”.

 

Ad oggi – assicurano i manager di Pietro Fiorentini – gli strumenti di regolazione prodotti dall’azienda possono essere utilizzati con una miscela al 10% di H2 fino a 16 bar, pressione superiore al range tipico delle infrastrutture di distribuzione, che vanno dai 20mbar ai 12 bar (quelle di trasporto invece da 30 a 80 bar). Ora verranno sperimentate sia quote di idrogeno che pressioni più elevate e si lavorerà nella stessa direzione anche sugli strumenti di misura, con test “che Pietro Fiorentini potrà svolgere internamente grazie a un nuovo laboratorio in fase di allestimento presso l’headquarter di Arcugnano”.

 

Infine, il terzo segmento di attività riguarda l’efficienza della rete: “Studiamo le evoluzioni delle reti gas al fine di proporre soluzioni che aumentino un uso ottimale delle risorse, riducendo gli impatti energetici e ambientali dei processi”. L’impegno di Pietro Fiorentini nel settore dell’idrogeno è quindi già consolidato e si articola su più fronti, anche a livello geografico: “In Italia abbiamo contribuito alla realizzazione dell’ultimo report di H2IT mentre in Europa siamo parte della Clean Hydrogen Alliance. Ma non ci limitiamo a guardare cosa succede nel Vecchio Continente. Ci rivogliamo a tutti i mercati globali, sia a quelli in cui siamo già presenti nell’industria degli idrocarburi, sia a quelli in cui non siamo ancora attivi ma che presentano buone opportunità di sviluppo”.

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Pietro Fiorentini entra a far parte dell’European Clean Hydrogen Alliance

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10 Maggio 2021 - Azienda

Annunciamo con soddisfazione l’entrata ufficiale di Pietro Fiorentini nell’European Clean Hydrogen Alliance. Istituita dalla Direzione Generale della Commissione Europea per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Pmi, l’Alleanza riunisce tutti gli stakeholder che vogliono contribuire allo sviluppo di una filiera dell’idrogeno che possa supportare i Paesi membri dell’Unione anche nel raggiungere gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra stabiliti dal Green Deal europeo.

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